La mente è uno strumento meraviglioso, ma è anche un’arma a doppio taglio. È un fattore che ci può portare a raggiungere le mete dei nostri sogni, oppure, se utilizzata in maniera negativa, ad avere una vita piena di dubbi e incertezze.
Pensiamo a  un atleta che si sta preparando per le Olimpiadi: l’energia con cui si allenerà ogni giorno sarà ben diversa nel caso in cui immagini di vincere l’oro, oppure visualizzi al massimo un terzo posto.
E questa energia porterà a due risultati diversi.

Immaginiamo il nostro cuore, depositario di ciò che vogliamo veramente, come un cavaliere che vuole andare verso una meta. Il cavallo, il nostro mezzo, è la mente.
Se teniamo le redini ben salde, ci porterà dove vogliamo. Al contrario, se le allentiamo e lasciamo che il cavallo prenda il comando, ci troveremo ben lontani dalla nostra vera strada.

 

Fuori di metafora, la mente produce immagini che da un lato non sono la realtà oggettiva, ma dall’altro sono fattori che influenzano fortemente la nostra vita.
Nel momento in cui vogliamo concretizzare un progetto che ci sta a cuore, la prima cosa che occorre fare è visualizzare ciò che vogliamo ottenere.

Questa immagine mentale non è reale adesso, ma è la scintilla di energia che muove le nostre azioni e innesca un processo che ci porta a concretizzare nella materia ciò che abbiamo precedentemente visualizzato.

Quindi possiamo capire quanto una mente allenata a perseguire i propri obiettivi, porterà alla loro realizzazione.
Al contrario, una mente lasciata allo sbando, che continua a inseguire immagini negative che si auto-alimentano, porterà anche essa alla manifestazione concreta di qualcosa, ma questo sarà molto distante da ciò che vogliamo.

È importante capire quando la nostra mente se ne sta andando “per conto suo”, soprattutto quando delinea scenari negativi o, sotto l’influsso dei suoi filtri, produce immagini sabotanti che ci allontanano dalle nostre mete.
Esistono diverse trappole mentali in cui possiamo cadere: in questo articolo vediamo le principali. Se impariamo a riconoscerle, eviteremo di caderci dentro.

La trappola del pensiero catastrofico

Il pensiero catastrofico è quella tendenza a immaginare costantemente il peggio.
Spesso chi indossa gli occhiali neri per vedere il mondo e gli scenari futuri, lo fa in nome di un “sano realismo”, ma va da sé che c’è poco di realistico a credere che la vita sia solo costellata di insuccessi o difficoltà insormontabili.
Più facilmente questo filtro nero può derivare da una incapacità di prendersi totalmente la responsabilità dei propri sogni. Se già mettiamo le mani avanti dicendo che sarà difficile fare una cosa, sicuramente avvertiremo in modo minore lo smacco per non essere riusciti nella nostra impresa. E non sarebbe neanche un grosso problema, se poi non sentissimo nella nostra pancia un senso di crescente insoddisfazione.
Il pensiero catastrofico toglie molte energie creative: più ci si preoccupa, e si immagina il peggio, più si rafforzano i percorsi neurali, trasformando questo tipo di atteggiamento nella nostra impostazione di default.
Il risultato? Non raggiungiamo i nostri obiettivi, e lasciamo che gli scenari negativi dominino il nostro presente.

La trappola dei costi affondati

Per costi affondati si intende il tempo e lo sforzo che investiamo in una determinata situazione e che non è più possibile recuperare. Maggiori sono questi costi, più alto è il rischio che la nostra mente ci induca a perseverare in progetti, relazioni e situazioni che invece sarebbe meglio abbandonare.
Questo non significa che bisogna arrendersi facilmente alle situazioni, ma trovare un momento di riflessione profonda per capire quanto ha senso continuare a investire in esse, e capire se siamo profondamente convinti di ciò che stiamo facendo.
Se la risposta è sì, allora occorre chiederci se esistono altri modi per far andar bene questa situazione, che non abbiamo ancora considerato. Modalità che devono portarci non solo a raggiungere le mete, ma anche a farlo senza rinunciare al nostro benessere più generale.
Il rischio di “andare avanti con il paraocchi” è quello di far sì che i costi affondati crescano costantemente e ci portino sempre di più a investire nella direzione o nelle modalità sbagliate, ostacolando ulteriormente il cambiamento.

La trappola della conferma

La trappola della conferma consiste nel cercare informazioni che alimentino e confermino le nostre decisioni o la nostra modalità di pensiero attuale. In questo modo si generano veri e propri blocchi, che ci impediscono di percepire e comprendere pienamente la realtà nel presente.
É un tipo di trappola che ci porta a escludere a priori informazioni che invece potrebbero essere determinanti per proseguire nel modo migliore sulla strada verso i nostri sogni.
Quando parliamo di mete, infatti, il nostro focus deve essere sulla situazione desiderata e sugli eventuali step intermedi; ma al tempo stesso è necessario che rimaniamo lucidi e flessibili nel valutare le opzioni migliori per raggiungere questi traguardi.
E per fare questo dobbiamo saper raccogliere in modo efficace le informazioni dall’ambiente esterno.

La trappola degli stereotipi

Il nostro cervello funziona “a risparmio energetico”: mette in atto delle modalità di pensiero e reazione basate su esperienze passate, in modo da renderci più reattivi nei confronti dell’ambiente esterno.
In questo modo, senza che ce ne accorgiamo, giudichiamo, generalizziamo e giungiamo a conclusioni affrettate in base ai nostri schemi mentali, stereotipi e convinzioni.
Gli stereotipi in modo del tutto involontario e inconsapevole prendono il sopravvento nella logica quotidiana: allo stesso modo del punto precedente, ci possono portare ad agire in modo poco efficace.
L’antidoto? Coltivare l’arte del dubbio. Domandarsi il perché facciamo determinati ragionamenti, se e quali condizionamenti ci portano in una direzione piuttosto che un’altra.
Oppure iniziare a provare a elaborare visioni alternative, anche solo per gioco. In questo modo alleniamo il cervello a considerare più angolazioni di pensiero possibili.

La trappola della visione a tunnel

È la tendenza ad affrontare la vita guardando solo la meta, senza godersi il viaggio.
La mente vede solo la fine, ed esclude tutto il resto, comprese possibilità e opzioni.
Questo atteggiamento può essere utile nei momenti di crisi o emergenza, ma è deleterio se è l’impostazione di base con cui percorriamo la strada verso le nostre mete.
Sono esempi del “pensiero a tunnel” frasi tipo:
“Sarò felice quando avrò un compagno”
“Mi sentirò realizzato quando sarò ricco”
Basare la nostra soddisfazione su un evento futuro o passato, preclude la possibilità di essere soddisfatti e felici oggi, togliendoci energia e quindi potere di scelta sulla nostra vita attuale.
Dovremmo invece essere sì indirizzati a una meta, ma al tempo stesso saper godere del viaggio verso questa, visto che gran parte del nostro tempo vitale lo dedicheremo ad esso.

Solo in questo modo potremo avere una vita profondamente realizzata. 

Conclusioni

In questo articolo ho parlato delle 5 trappole mentali di cui dobbiamo diventare consapevoli, per imparare a dirigere la nostra mente ed evitare di sabotare i nostri progetti.

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